Monday, June 29, 2009

pillole


Che giornata campale ieri!

Sveglia alle 5:30 "courtesy of Livia" e giornata passata in ufficio fino alle 11:00, dopo essere iniziata con una mail di garbato rimprovero del numero 2 del Finance aziendale, direttamente dall'Europa.

Come al solito le informazioni che gli arrivano sono spesso un po' di parte e mi sono dovuto dare da fare per chiarire che i ritardi nel progetto non sono colpa nostra.


Alla fine la cosa e' andata bene. Il ritardo c'e' ancora, ma gli e' chiaro ora come stanno le cose.


Pillola di saggezza numero 1.

Dalla sua reazione ho avuto la conferma che si devono affrontare situazioni potenzialmente di conflitto mettendo in chiaro i problemi ovviamente, ma evitando sempre toni accusatori o negativi. Bisogna partire dal presupposto che siamo parte dello stesso team e che la soluzione deve essere trovata con un approccio collaborativo.

Questo approccio paga. Anche in busta paga speriamo!


Tornato a casa ho avuto un piacevolissimo momento tutto per me, con una pasta lasciata dalla mogliettina, un bicchiere di vino rosso e la lettura de "L'eleganza del Riccio". Libro che avevo sul comodino da un po' e finalmente ho preso in mano e gia' dalle prime pagine mi sta affascinando. Ora capisco perche' ha avuto un tale riscontro di vendite!


Pillola di saggezza numero 2 (citazione dal libro):


Dove si trova la bellezza?
Nelle grandi cose che, come le altre, sono destinate a morire, oppure nelle piccole cose che, senza nessuna pretesa, sanno incastonare nell'attimo una gemma di infinito?


Che prosa meravigliosa! Ele l'ha letto in lingua originale e ha detto che e' fantastico, benche' molto difficile per il lessico ricercato utilizzato dall'autore.

Anyway... per quanto mi riguarda, io sono assolutamente dalla parte delle gemme di infinito!

PS: stamane di di nuovo up alle 5:30. Penso che mi accascero' sulla scrivania nel corso della mattinata!

Sunday, June 28, 2009

che spavento!

E' bastato che mi allontanassi un attimo e GiGi si e' buttata in piscina nella parte in cui non tocca. Meno male che Ele era li' e si e' buttata a ripescarla. Ma vederla annaspare per qualche secondo cercando di tirare fuori la testa per respirare e' stato shoccante.
E parte lo spavento mi restano due pensieri:
- MAI e poi MAI lasciare i bimbi da soli in piscina, nemmeno per 10 secondi. Basta un attimo.
- Per quanto uno cerchi di stare attento, purtroppo la vita e' imprevedibile le tragedie accadono, basta un attimo.

Ora basta pero'.
Voglio mandar via la paura e i pensieri negativi e tenere nel cuore i momenti di gioia e serenita' come questo del'altro giorno.
Questi momenti ormai fanno parte di me e nessuno potra' portarmeli piu' via.
Qualunque cosa succeda.

Scusate l'abbigliamento decisamente informale... in realta' io dovevo fare solamente il cameraman, ma non ho resistito. A parziale scusante, sappiate che qui ormai si crepa dal caldo.



Saturday, June 27, 2009

michael jackson

Non mi e' mai piaciuto come cantante, e come persona lasciamo perdere.
Il fatto che sia passato a miglior (spero per lui) vita non mi ha ne' scosso ne' commosso.
Pero' che per ben due sere di fila mi abbiano cancellato il mio programma preferito per dare spazio a reportage sulla sua scomparsa mi fa proprio incavolare.
Scusate tanto, lo so che sembrera' indelicato, ma almeno e' sincero e viene dal cuore: ma chissenefrega??!!

Wednesday, June 24, 2009

botta e risposta

Dopo aver letto questo articolo, ho cercato in internet per saperne di piu' e sono capitato sul blog che segue. Il mondo e' bello perche' e' vario e ognuno ha diritto alle proprie opinoni.

Ma non posso fare a meno di pensare: che tristezza!


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"Io e molti credenti crediamo che così avete perduto autorità. Molti si allontanano dalla Chiesa per la vostra morale elastica"

di don PAOLO FARINELLA

Questa lettera, scritta da don Paolo Farinella, prete e biblista della diocesi di Genova al suo vescovo e cardinale Angelo Bagnasco, è stata inviata qualche settimana fa e circola da giorni su internet. Riguarda la vicenda Berlusconi, vista con gli occhi di un sacerdote. Alla luce degli ultimi fatti e della presa di posizione di Famiglia Cristiana che ha chiesto alla Chiesa di parlare, i suoi contenuti diventano attualissimi.

Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E' il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.

Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato - o meglio non ha trattato - la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.

Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di "frequentare minorenni", dichiara che deve essere trattato "come un malato", lo descrive come il "drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio". Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell'omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull'inazione del suo governo. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.

Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la "verità" che è la nuda "realtà". Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell'Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi "principi non negoziabili" e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono "per tutti", cioè per nessuno.

Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all'integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi.

Non date forse un'assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi "parlate per tutti"? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l'immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E' forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l'attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l'8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell'inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.

I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra a stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull'odio dell'avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con "modelli televisivi" ignobili, rissosi e immorali.

Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l'altro 50% sotto l'influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d'interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa?

Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita "dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale"? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall'eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l'etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant'Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché "anche l'imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa". Voi onorate un vitello d'oro.

Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da "mammona iniquitatis", si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che - è il caso di dirlo - è un silenzio d'oro? Quando il vostro silenzio non regge l'evidenza dell'ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: "troncare, sopire ... sopire, troncare".

Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? "Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo ... si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest'urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti... A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent'altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire" (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una "bagatella" per il cui perdono bastano "cinque Pater, Ave e Gloria"? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall'ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: "Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix" (La Stampa, 8-5-2009).

Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l'integerrimo sant'Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell'imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: "Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l'anima con il denaro" (Ilario di Poitiers, Contro l'imperatore Costanzo 5).

Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei "per interessi superiori", lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.

Lei ha parlato di "emergenza educativa" che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei "modelli negativi della tv". Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l'arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del "velinismo" o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull'altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l'Italia.

Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all'Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: "Non licet"? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro "tacere" porta fortuna.

In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.

Genova 31 maggio 2009

Paolo Farinella, prete


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Se questo è un prete. Sfide e provocazioni della chiesa farinelliana.


L’amico Andrea Tornielli sul Giornale di oggi è andato giù con mano pesante. E ha fatto bene. Don Paolo Farinella, parroco della chiesa gentilizia di San Torpete in Genova, ha superato ogni limite. Non bastavano le lettere poltiche firmate Madonna di Lourdes e i suoi continui proclami politici e antipapali dal pulpito di Micromega (rivista di stampo ateo), ora anche le Messe sono state trasformate, da cattoliche a farinelliane.

Personalmente ho scritto una lunga lettera al Cardinal Bagnasco per documentare questa vergogna. Un fedele che si rechi a Messa nella chiesa di don Paolo o scappa per sempre da Cristo o si converte al farinellianesimo. Il passo dall’essere una chiesa indipendente non è vicino e neppure vicinissimo, a mio avviso è già stato fatto.


Caro don Angelo, così mi permetto di chiamarla, Eminenza, perché le siamo stati sempre vicini e vogliamo che la Chiesa - Una, Santa, Cattolica e Apostolica – di cui lei è pastore non faccia queste figuracce. Per far mia una frase di San Paolo, lo dico con le lacrime agli occhi, ci sono alcuni che si comportano da nemici della Croce di Cristo! Levi dunque al più presto la farinella cattiva dal sacco perché resti solo il grano buono! Sia autorevole con chi ha bisogno di autorevolezza, sia affettuoso con chi chiede affetto. Astuzia da serpente e candore di colomba, ci insegnava il Maestro. Ce le mostri ancora, don Angelo, e guidi la nostra Genova verso il largo, come lei stesso tante volte l’ha esortata: Duc in Altum!

Andrea Macco

Tuesday, June 23, 2009

I'm so naive



Mmmm... che buona pasta ai frutti di mare che hai fatto Gao. [sguardo d'ammirazione]

Effettivamente non e' male. Sai come l'ho preparata?

No.

Ho fatto soffriggere prima l'aglio, che poi ho messo da parte. A proposito, me n'ero dimenticato, aspetta che vado a prenderlo, cosi' l'aggiungo.

Oh.... mi spiace, non lo sapevo proprio. Scusa, ma l'ho buttato via. It was an accident! [espressione contrita]

Il Gao va in cucina e torna al tavolo.

Scusa Gao, ma che stai facendo?

Sto tagliando l'aglio a pezzettini. Sei stata brava a buttarlo via cosi'... avvolto nella carta vedi'? L'ho recuperato perfettamente dal cestino.

Ma scusa... io avevo intenzioni bellicose per stasera! [strizzatina d'occhio ammiccante] You know what I mean... sai che a me l'odore dell'aglio poi da' fastidio.

Ma certo cara. Ci mancherebbe.
So much for the the accident!!

one more

Accidenti, era la festa del papa' e ho dimenticato la foto col papa'!
Ecco rimediato.
Questa e' l'ultima della serie. Promesso.

Sunday, June 21, 2009

my world in B & W

Oggi era il giorno del papa' qui a PR e abbiamo passato una bellissima giornata che, come vedrete dalle foto, ho pensato bene di immortalare in bianco e nero.
Non avevo ancora provato questa funzionalita' della Lumix e devo dire che mi piace un casino.
A volte vengono un po' sparate, a volte scure, ma ogni tanto ne vengono fuori di davvero carine.


Ah, prima che me ne dimentichi.
Il colloquio col Regional President e' andato come mi aspettavo. Grandi attestazioni di stima e affetto, ma per il resto nulla di concreto.


Intanto ci godiamo ancora qualche mese a PR, e per il resto si vedra’!





































































Saturday, June 20, 2009

why I don't need a boy

A chi mi chiede se non mi farebbe piacere avere un maschietto io di solito chiedo: "E perche' mai dovrei?".
C'e' chi risponde: "Cosi' puoi fare i giochi da maschio".
Ma le mie bimbe non e' che giochino solo alle bambole! ;-)


Thursday, June 18, 2009

History unfolding

Scrivo dall'aeroporto, in partenza per NY.
Oggi pomeriggio avro' un colloquio col Regional President Americas.
Non mi aspetto granche' a dire il vero.
A parte rassicurazioni generiche e attestazioni di stima.
Ma ha un forte senso dell'umorismo... quindi almeno 4 risate spero di farmele.

...............


8 calciatori della nazionale di calcio iraniana sono scesi in campo indossado una fascia verde al polso, simbolo del leader dell'opposizione Mousavi.
Da 5 giorni centinaia di migliaia di cittadini rappresentanti tutte le classi sociali scendono in piazza per protestare pacificamente, in un silenzio irreale, mentre un importante esponente della magistratura avverte minacciosamente che la pena applicabile a chi fomenta disordini e' quella capitale.
Oggi e' indetta una giornata di lutto, in cui la popolazione e' invitata a scendere in strada per ricordare e onorare i morti negli scontri dei giorni scorsi.
Esattamente la stessa strategia che porto' alla rimozione dello Scia' 30 anni fa, praticata tra l'altro dagli stessi personaggi che furono protagonisti di quella stagione.
Le giornate di lutto finirono in incidenti e vittime, che diedero la scusa per organizzare altre giornate di lutto, e cosi' via finche' il movimento rivoluzionario divenne di fatto inarrestabile.

Quello che sta accadendo mi fa venire la pelle d'oca.
Spero non termini in un'altra Tien an men.

Molti esponenti politici Repubblicani chiedono a gran voce che Obama si schieri apertamente a supporto delle proteste.
In America pochi sanno che nel 53 la CIA di fatto fece cadere il governo democraticamente eletto in Iran poiche' aveva nazionalizzato gli assets
di compagnie petrolifere straniere.
In Iran tutti ne sono a conoscenza.
Fa bene Obama a non prendere parte nelle vicende di questi giorni. Sarebbe
il modo migliore per indebolire l'opposizione in Iran.

de-facebookizzato!

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Tuesday, June 16, 2009

Logiche alternative






















Mamma, c'e' Camila a scuola che non parla spagnolo. Io sono l'unica che le parla in Inglese.

Brava GiGi.

Ma mamma, perche' gli altri non parlano in inglese?
Perche i loro genitori gli parlano sempre in spagnolo.

E perche' io parlo inglese?
Devi ringraziare papa' che ti parla inglese da quando sei nata.

E quando sono nata?
Il 30 Dicembre del 2005.

Ah... ma allora e' da tanto che sono nata!

...mamma.
Si?

Anche Jack parlava inglese vero?
Si GiGi.

La mamma di Jack e' americana?
Si.

Allora anche il papa' e' americano?
No, e' italiano perche' e' nato in Italia.

Ah... Anche io sono nata in Italia?
Si GiGi.

E Livia invece e' nata qui da sola a Puerto Rico?
Ma no, non era da sola, c'eravamo qua noi.

Eh, ma forse non mi ricordo perche' ero molto piccola.

Ma non ti ricordi che l'avevo nella pancia?
Ah si, e non potevi prendermi in braccio perche' avevi male. Pero' adesso puoi vero?

Certo tesoro.

Mamma, io non penso che vado a fare un figlio. Me lo fai tu?

Non so, e' tanto lavoro.
Ma io ti aiuto mamma!

Monday, June 15, 2009

referendum si / referendum no

Oibo'! Assolutamente inaspettata mi e' arrivata a casa la busta dal Consolato di Miami con l'armamentario per votare ai referendum.
Lo confesso, della cosa non e' che mi fossi interessato molto!
Devo spedirli subitissimo altrimenti non arrivano in tempo.
E ora che faccio? Una ricerchina in internet veloce veloce per documentarmi?

Sunday, June 14, 2009

bye bye Puerto Rico

Ebbene si. E' deciso. L'ufficio di Puerto Rico chiude.
La storia si ripete per me. Proprio come era successo a Rio. A pensarci bene non saro' io che porto sfiga?
In quell'occasione avevamo aperto un ufficio piu' piccolo a San Paolo in cui per me non c'era posto e cosi' mi avevano spedito a PR con una promozione...visto che fortunello? Adesso chiuderemo pure quello di SP. L'assetto finale vedra' un ufficio piu' grande a NY e uno satellite a Panama.
Al mio team - a parte la contabile dell'ufficio - verra' offerta una posizione nella nuova struttura, e quasi per tutti sara' una promozione. Del resto se lo meritano. Sono in gamba e si danno da fare.
Il mio reparto si trasferira' dopo la chiusura contabile quindi direi verso fine febbraio.
Io dovrei restare fino alla fine a meno che salti fuori qualcosa prima.
Questa settimana provo ad organizzare un colloquio col Regional President Americas per vedere che idee ha sul sottoscritto. Se non mi sponsorizza lui non e' che vada lontano.
Comunque sia per il momento sono molto tranquillo.
Incoscenza forse? Ne riparleremo tra qualche tempo.

Wednesday, June 10, 2009

apple store yes again

Eccomi ancora qui sulla 5th Avenue, per quella che sta diventando una tradizione: il post dall'Apple store.

Stasera lo mando dal nuovissimo MacBook Pro da 13 pollici (con tanto di foto), proprio quello piccolino che aspettavo da tanto tempo. Si' perche' a me i laptop piacciono molto piccoli, e se ho bisogno di uno schermo grande posso sempre collegarmi alla tele o ad uno schermo esterno.

Poiche' domani ho un volo piuttosto prestino la smetto qui.
Un saluto a tutti!

PS: non lo compro ora... ma sapere che c'e' mi da' gia' molta serenita'. ;-)

Tuesday, June 9, 2009

The 3 signs of a miserable job


Interessante.


Giusto ieri sera discutevo con Ele se valga la pena cercare di diventare general manager in una piccola azienda del gruppo in qualche isola remota o piuttosto continuare come finance manager e tentare il passaggio a qualche azienda grande in Europa.

E oggi mi sono letteralmente bevuto nel viaggio a NY (notato la mia posizione sulla mappa a lato?) un bellissimo libro che parla in maniera molto semplice ma avvincente del ruolo che hanno (almeno potenzialmente) i manager nell'aiutare i propri collaboratori ad avere soddisfazione e senso di realizzazione al lavoro.


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When all employees were all seated, the new manager began. Deciding not to be clever or subtle, Brian got right to the point. "Show of hands. How many of you like your jobs?".

Nothing.

People just looked at one another as though Brian had asked te quesiton in Russian.

"Okay, let me be clearer", he smiled. " How many people here get excited about coming to work? How many of you are in a good mood when you're driving here every day?".
Brian might as well have asked them if they liked being beaten with a stick. No one raised their hand. A few them actually laughed out lod.
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Measurement
A job is bound to feel miserable if it does not involve measurement. If a person has no way of knowing if they are doing a good job, even if they love what they are doing, they get frustrated.
Imagine playing a football game and not knowing the score. Or being a broker and not knowing if the price went up or down after you bought a stock."
You need to get direct feed-back on your performance. Are you doing a good job? Are you improving? Is your effort actually making a difference?
Relevance
People wonder why so many athletes, rock stars, and actors live such erratic, unsatisfied lives. It's easy to point to drugs and alcohol and materialism as the culprits, but I think those are mere symptoms of the root cause: a subtle fear of irrelevance.
It's hard to fathom how someone who earns more money than most people can count by doing something they love, and who gets constant attention and adulation from admring fans, can be unhappy. And how a nurse in a home for the elderly, or a receptionist at a church, or a high-school volleyball coach can be happy in spite of the fact they make a fraction of what a roc star makes.
The answer has everything to do with being needed. Having an impact on the lives of others.
Human beings need to be needed, and they need to be reminded of this pretty much every day.

Anonimity
It is immensely more difficult to decide to leave an organisation or a team when you feel that other on the team know or understand you as an individual. And the person who can have the greatest influence by taking a personal interest in anyone on the job is the manager. Yes, a direct supervisor needs to take a genuine, personal interest in an employee in order to increase that employee's satisfaction and fulfillment.
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Sounds simple enough, doesn't it? Insomma un buon manager dovrebbe occuparsi di questi tre aspetti per motivare i propri collaboratori ed indirettamente creare valore per l'azienda. Decisamente non si tratta di rocket science.
Ha proprio ragione la mogliettina:
the science of management is really nothing else than the art of common sense.

Monday, June 8, 2009

Carpe diem!




Dopo una bellissima domenica passata un po' al mare la mattina, un po' a pennichellare, un po' a giocare in piscina... eravamo verso le sette in cucina, con mamma che spadellava, GiGi che mangiava e Livia pure, imboccata dal sottoscritto.

E' partita una canzone che non avevo mai ascoltato prima,
Everything interpretata da Michael Buble, e all'improvviso - con i neuroni accarezzati dalla nuova orecchiabile melodia e avvolto da un'atmosfera di semplice intimita' - mi sono reso conto che in quel momento non desideravo nulla di piu' e nulla di diverso.

La felicita' ha un sapore dolce di bimbi che ridono e mamme che danzano.


PS: La canzone e' stata immediatamente aggiunta alla Playlist qui a lato.

Sunday, June 7, 2009

Il Fatto

Dopo essermi iscritto recentemente a Forza Italia... no dai scherzavo, volevo dire Italia dei Valori, come piccolo gesto di un italiano all'estero che puo' fare ben poco per cambiare le cose in patria, ho deciso ieri che mi abbonero' al nuovo giornale di Antonio Padellaro.

Del resto per anni ho sostenuto Radio Popolare senza per altro essere mai stato particolarmente a sinistra, ma per la soddisfazione di sentire una voce alternativa nei miei anni milanesi, anche quando ne condividevo il messaggio solo in parte.

Spero che il nuovo giornale che si chiamera' probabilmente "Il Fatto" in memoria di Enzo Biagi riesca a farsi spazio nel panorama asfittico e servile dell'informazione italiana. Non chiederanno finanziamenti pubblici, ma si finanzieranno soprattutto tramite abbonamenti (e magari in seguito pubblicita' immagino).

Da parte mia un gran in bocca al lupo, anche perche' in redazione ci sono molti giovani con tanto entusiamo e voglia di fare... e (magari!) di cambiare.

A Settembre il nuovo giornale di Padellaro

A settembre , finalmente, il nuovo giornale sarà un fatto. Perché raccontare i fatti, le notizie, la realtà, le cose veramente accadute e ciò che si preferirebbe nascondere sarà il nostro primo lavoro nel momento in cui i fatti tendono a scomparire e l’informazione si trasforma ogni giorno di più nella voce del padrone, soprattutto di un solo padrone. Noi di padroni non ne avremo ma avremo una proprietà: la società editrice è composta da vari soci che partecipano con quote equivalenti e un progetto comune. Un giornale fatto soltanto per i suoi lettori. Senza vincoli né sudditanze con i cosiddetti poteri forti, finanziari e industriali che usano la stampa per i loro interessi. Senza appartenenze politiche.
Senza finanziamenti pubblici concessi da questo o quel partito. Dunque, il prezzo di questa libertà di informare e del diritto dei cittadini a essere informati dipende in misura determinante dal numero di copie che ogni giorno saranno acquistate direttamente in edicola ma soprattutto dagli abbonamenti. Abbonarsi significa investire sul futuro del giornale. Fornirgli l’energia necessaria a partire, a rafforzarsi, a radicarsi nei gusti di un pubblico che ci auguriamo cresca costantemente. Il conto è presto fatto: più abbonamenti più libertà.
Il giornale dei fatti avrà sedici pagine, tutte a colori e uscirà sei giorni la settimana tranne il lunedì. Sarà un giornale di carta e un giornale internet. Sarà un giornale scritto prevalentemente da giornalisti giovani, alcuni già affermati. Avrà il sostegno di grandi firme e inviati di punta con i quali abbiamo condiviso una lunga stagione di battaglie contro il regime berlusconiano e senza sconti per l’opposizione, troppo spesso debole e remissiva, se non addirittura complice. Un nome per tutti: Marco Travaglio. E molti altri che si aggiungeranno e che, via via, vi comunicheremo in un apposito spazio, una sorta di “AnteFatto” su questo e altri blog e siti. Lì troverete tutte le indicazioni utili per abbonarvi, a prezzi scontati, in tutte le opzioni più comode ( per ricevere il giornale a domicilio via posta, per avere un coupon con cui acquistarlo ogni giorno in edicola, per poterlo scaricare dopo la mezzanotte in rete, e così via).
Nell’attesa - che sarà breve - dell’”AnteFatto” ecco i numeri telefonici e l’indirizzo mail dell’ufficio a cui potete prenotarvi fin da oggi per l’abbonamento:

Tel. 0266506795 - Fax 0288505712
Email: dettofatto@ilfatto.info

Sarà dura ma vogliamo farcela, e a giudicare dal calore che sentiamo crescere intorno al giornale ce la faremo.

Antonio Padellaro

Saturday, June 6, 2009

brave new words

Dalla mia trasmissione preferita, The Rachel Maddow Show, un'analisi del perche' il discorso di Barack Hussein Obama al Cairo rappresenti qualcosa di davvero nuovo nel panorama della politica internazionale.
Tra parentesi, la giornalista e' assolutamente mitica: intelligente, simpatica, originale, impegnata da sempre per i diritti umani, simpatizzante per Obama ma molto attenta e critica quando sgarra (vedi recenti uscite sul dopo Guantanamo).
Mi ascolto tutti i giorni il video-podcast della sua trasmissione che e' scaricabile da iTunes e ormai sono addicted.
Ne avessimo di trasmissioni cosi' in Italia!

Thursday, June 4, 2009

Nuke them all, let Halla sort them out.

Bumper sticker on a cab window of a pickup truck in Bozeman, Montana.


The book that changed the way people think about changing the world: Peace Through Education

“Here (in Pakistan and Afghanistan), we drink three cups of tea to do business; the first you are a stranger, the second you become a friend, and the third, you join our family, and for our family we are prepared to do anything – even die.” - Haji Ali, Khorpe Village Chief, Karakoram Mountains, Pakistan

In 1993 a mountaineer named Greg Mortenson drifted into an impoverished Pakistan village in Karakoram mountains after a failed attempt to climb K2. Moved by the inhabitants’ kindness, he promised to return and build a school.

Three Cups of Tea is the story of that promise and its extraordinary outcome.


“Whenever I came to Korphe or any village where we worked, I’d usually spend a few days meeting with the village council,” Morteson says. “There was always a lot to work out. I had to get reports about the school, find out if anything needed fixing, if the students needed supplies, if the teachers were getting paid regularly. There were also always a few requests for other things, another sewing machine for the women’s center, request for some pipe to repair to a water project. That sort of thing. Business as usual.”

But this morning, something far from usual happened in the Baldu Valley’s last village. A pretty, self assured young woman burst into the room, stepped through the circle of thirty tea-sipping men sitting cross-legged on cushions, and approached the man who had built Korphe a school. Taking her seat boldly in front of Mortenson, Jahan interrupted the rollicking meeting of her village’s elders.

“Dr. Greg,” she said in Balti, her voice unwavering. “You made our village a promise once and you fulfilled it when you built our school. But you made me another promise the day the school was completed,” she said. “Do you remember it?”

Mortenson smiled. Whenever she visited one of the CAI’s schools , he made time to ask all the students a little about themselves and their goals for the future, especially girls. Local village leaders accompanying him would shake their heads at first, amazed that a grown man would waste hours inquiring about the hopes and dreams of girls. But on return visits, they soon chalked up the talk to Mortenson’s eccentricity and settled in to wait while he shook the hand of every student and asked them what they wanted to be one day, promising to help them reach those goals if they studied hard. Jahan had been one of the Korphe School’s best students, and Mortenson had often listened to her talk about the hopes she had for her career.

“I told my dream was to become a doctor one day and you said you would help,” Jahan said, at the center of the circle of men. “Well, that day is here. You must keep your promise to me. I’m ready to begin my medical training and I need twenty Thousand rupees.”

Jahan unfolded a piece of paper on which she had written a petition, carefully worded in English, detailing the course of study in maternal health care sge proposed to attend in Skardu. Mortenson, impressed, noticed that she’d even bullet-pointed the tuition fee and cost of school supplies.

“This is great, Jahan,” Mortenson said. “I’ll read this when I have time and discuss it with your father.”

“No!” Jahan said forcefully, in English, before switching back to Balti so she could explain herself clearly. “You don’t understand. My class starts next week. I need money now!”

Mortenson grinned at the girls pluck. The first graduate of his first school’s first class had obviously learned the lesson he’d hoped all of his female students would absorb eventually – not to take a back seat to men. Mortenson asked for the pouch of CAI’s rupees and counted out twenty thousand rupees, about four hundred dollars, before handing them to Jahan’s father for his daughter’s tuition.

“It was one of the most incredible things I’ve ever seen in my life,” Fedarko (a journalist with the Outside magazine) says. “Here comes this teenage girl, in the center of a conservative Islamic village, waltzing into a circle of men, breaking through about sixteen layers of tradition at once: She had graduated from school and was the first educated woman in a valley of three thousand people, She didn’t defer to anyone, sat down right in front of Greg , and handed him the product of the revolutionary skulls she had acquired – a proposal, in English, to better herself, and improve the life of her village.

“At that moment,” Fedarko says, “for the first time in sixteen years of working as a journalist, I lost all objectivity. I told Greg, ‘What you’re doing here is a much important story than the one I’ve come to report. I have to find some way to tell it.’”




Sara' che avendo due bimbe forse sono un po' parziale, ma sono convinto che se il mondo fosse in mano alle donne...sarebbe un mondo decisamente migliore.
Il lavoro di quest'uomo - iniziato ben prima del 9/11 - dedito alla promozione dell'educazione delle donne afghane e pakistane in remoti villaggi di frontiera, ha qualcosa di visionario e assolutamente pratico allo stesso tempo.
Il racconto della sua storia personale e delle tante persone che lo hanno aiutato e sostenuto in questa avventura all'apparenza senza speranza mi ha commosso e ispirato allo stesso tempo.
Highly recommended.