Cari lettori mi siete molto mancati. Lo so, sto latitando mica male sia per il fatto che non posto, sia perche' io - che normalmente vi leggo con assiduita' - in questi giorni ho vergognosamente perso il ritmo e sto accumulando arretrati da servizio postale indiano. Ma sono certo che mi capirete.
Tra una visita alle chiuse del canale di Panama, un giro alla citta' vecchia, una cena con colleghi, 6 ore al giorno di lavoro e il resto con lafamiglia, proprio non sono riuscito a trovare il tempo. Qualche foto pero' l'ho fatta e prometto di postare al ritorno.
Il passaporto e' arrivato. Quando la GiGi ha saputo che tutto e' andato come da programma e che domenica si torna a casa si e' intristita. Per lei questo e' il paradiso. Un mondo straordinario in cui il cibo piu' vario e stuzzicante si materializza come per incanto nei magici buffet. Anche per Livia a dire il vero, ma lei non ha capito ancora che si parte, quindi non e' triste.
I camerieri le guardano mangiare come piccoli facoceri e commentano stupiti. E si che ne vedranno passare di bambini no?
Il passaporto e' arrivato dicevo. Quando la mogliettina l'ha saputo si e' intristita perche' e' vero che non c'e' l'asilo e io devo comunque lavorare mezza giornata, ma il cibo qui sembra spuntare dalla bacchetta magica di Harry Potter e i letti si rifanno da soli come per incanto, i bagni si autopuliscono come per magia e quando la mogliettina perde il controllo delle bacchette e il sushi rimbalza nella salsa di soia con schizzi e sprazzi sul maglioncino bianco, basta riporlo in un sacchetto incantato e il giorno dopo lo si ritrova miracolosamente pulito e stirato nell'armadio.
Il passaporto e' arrivato dicevo. Quindi si torna a casa e si torna in ufficio, insomma si torna al lavoro. Lavoro che per l'incompetenza e pressapochismo del capo-coglione di New York e' diventato in quest'ultimo anno e mezzo molto pesante e fonte di gran frustrazioni. La novita' e' che il capo-coglione e' stato silurato lunedi'. No, non mi e' stato offerto il suo posto. Ma il nuovo lo conosco ed e' parecchio in gamba. Il siluramento era cosa stradovuta e sono soddisfatto che la decisione sia stata finalmente presa dall'azienda, ma leggermente troppo tardi per me visto che ormai me ne devo andare.
Ma il vento del cambiamento soffia in direzioni impreviste e chissa' mai che arrivi qualcosa di buono? Come al solito, cari lettori, non manchero' di tenervi aggiornati.
Ora vi saluto perche' un impellente necessita' mi costringe a distogliere l'attenzione da questo post. Perche' e' pur vero che nel magico cubo bianco in fondo alla stanza sembra che crescano per uno strano incantesimo bottigliette di wiskey e altri alcolici vari, ma - in assenza del genio della lampada - pare che il bicchiere me lo debba riempire io me medesimo personalmente.
Mi sa che mi tocchera' protestare con la direzione! ;-)