Dopo aver letto il post di Zion e Valelandia mi sono ritrovato anch’io con la voglia di buttare giu' qualche pensiero in liberta' sull'argomento della recente decisione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo che ha vietato l'esposizione dei croefissi nelle scuole.
Premetto che personalmente - a prescindere dal fatto che io sia praticante o meno - non trovo scorretto sostenere che la tradizione Cristiana abbia avuto un’influenza importante e profonda sulla storia ed evoluzione della societa’ e cultura italiana.
Che l’influenza sia stata positiva o negativa o fatta di luci ed ombre e’ un’altro discorso, ma che sia un tassello costitutivo dell’identita’ (non necessariamente sempre a livello cosciente) di noi italiani, la trovo una posizione sostanzialmente condivisibile.
Detto questo, nonostante non mi dia alcun fastidio il crocefisso, sono assolutamente favorevole ad uno stato laico, di nome e di fatto. Se non altro per garantire parita’ di trattamento di tutti i cittadini, che credano o no.
Tralasciando la mia posizione personale sull’argomento, penso che sia comprensibile, non dico giustificabile, la resistenza riscontrata in questi giorni da parte dell’opinione pubblica.
Penso che non ci si debba ne’ stracciare le vesti, ne’ da una parte ne’ dall’altra, ma piuttosto riconoscere il fatto che si tratti di un passaggio non facile e delicato, e che non si possa pretendere che una larga parte del paese sia disposto a rinunciare di punto in bianco ad un simbolo della propria identita' culturale (che in senso lato e' legata anche al sentimento religioso diffuso), a cui negli anni si e’ abituata o forse anche solo assuefatta.
Oltretutto – nonostante il procedimento a Strasburgo sia stato iniziato da un cittadino italiano - penso si debba apertamente affrontare la sensazione, diffusa tra tanti, che il "problema" derivi non tanto dalle le rimostranze di connazionali atei o seguaci di altre religioni, ma dalle rimostranze di comunita' di immigrati (diciamolo pure, per lo piu’ di religione musulmana) particolarmente sensibili alla questione. E a quel punto entra in gioco il senso di ingiustizia per la mancanza di reciprocita’ assicurata in alcuni dei paesi in questione.
Che questo sia un ragionamento illogico, visto che le proprie scelte valoriali non possono essere conseguenza delle scelte altrui, non ne elimina affatto il potenziale di radicalizzazione del dibattito.
A questo punto – visto che avro’ gia’ perso per strada il 99% dei lettori – direi che vale la pena fermarsi qui, prima che il cervellino mio bello vada in surriscaldamento per la pensata un po’ troppo profonda! Buonanotte a tutti! ;-)
metti insieme molte questioni che a mio giudizio non possono essere messe assieme. cerco di essere schematica perchè sono a lavoro e il mio tempo libero è una pausa di 5 minuti (invece il discorso sarebbe da sviscerare).
ReplyDelete1) l'italia si proclama uno stato laico
2) l'europa pure, e la corte era quella europea che non ha demonizzato l'uso del crocifisso ma semplicemente ha detto che mettere solo un simbolo non serve a insegnare ai bambini che esistono le religioni, ma solo LA religione (cattolica)
3) a chi dice che i problemi della scuola sono le strutture fatiscenti, i soldi per gli stipendi dei profs etc rispondo che non è il vaticano che finanzia queste cose: almeno ci pagassero per fare lo spot alla chiesa cattolica! allora sì avrebbe senso imporre a tutte le aule un crocifisso. perchè è una imposizione, se uno studente lo tira giù rischia!!!
4) è finita la pausa!!! torno a lavorare.
Zion
Invece trovo il tuo post molto sensato.
ReplyDeleteNon concordo con zion sul punto 3, questo giustificherebbe -nel caso per esempio che un'azienda decidesse di finanziare una scuola- il fatto che sopra la lavagna ci sia il marchio dell'azienda.
E' vero quello che dici tu, che il crocifisso è entrato a far parte dell'identità culturale italiana, ma questo non toglie che è un simbolo religioso. La consuetudine non sempre leggitima il comportamento.
Valentina
Sono d'accordo con il tuopost.
ReplyDeleteNon è possibile negare che la Chiesa abbia influenzato e purtroppo influenzi tuttora molta della morale e politica e vita in generale del nostro paese. Lo viviamo dalle minime alle massime cose della vita. Lanostraidentità di paese, purtroppo anche nei suoi aspettipiù bigotti ed arretrati, è anche condizionata dal volere di questa istituzione, che forse è il peggior deterrente alla fede della gente comune.
Cio' detto, ci vorrà del tempo, ma bene che gli immigrati chiedano e ottengano di rimuovere i crocifissi dalle aule. I crocifissi si possono tenere in casa, al collo, in mille posti più personali, ma non è giusto stiano inluoghi che dovrebbero essere laici per definizione.
Il fatto è che non lo sono,perchè in Italia la laicità dello statoè un miraggio e basta!
Oh certo! Riconosco perfettamente l'influenza pesante che la chiesa cattolica ha avuto (ed ha ancora) sulla società italiana ed infatti per questo penso che sia ora di finirla!
ReplyDeletePiù seriamente, sono rimasto basito dalle dichiarazioni di moltissime persone, per la strada ma anche illustri ed eminenti politici, che hanno definito il crocifisso come un elemento della "tradizione" italiana.
Ora, un elemento tradizionale può essere un salume od un formaggio tipico, un costume, un oggetto oppure un'usanza tramandata da padre in figlio ma non certo un simbolo religioso!
Se fossi un fervente cattolico mi sentirei offeso a bestia se qualcuno paragonasse il simbolo del mio dio ad un dolce oppure ad un salamino!
Questo dimostra che la maggior parte dei difensori del crocifisso non ha la mimima idea di cosa voglia dire "fede". Tutti questi discorsi sono fatti o da ignoranti oppure da persone in malafede che scimmiottano una posizione preconcetta probabilmente allo scopo di compiacere qualcuno.
Anche a me, che non mi definisco credente, la presenza o meno del crocifisso (ma anche di una mezzaluna rossa, di un budda dorato o di una menorah) non da' alcun fastidio. Il problema è la difesa del principio della laicità.
Se lo stato è laico (badate bene, è scritto nella Costituzione, mica pizza e fichi!) e quindi indifferente a tutte le religioni, il crocifisso deve sparire.
Non è una questione di inoffensività o di offesa a qualcuno, è una questione di principio: se siamo laici non ci deve essere!
---Alex
esatto a tutti! o siamo laici e non lo siamo. Il punto 3 che ho enunciato era propriamente un paradosso. Vale, esatto: come non si può mettere la "pubblicità" per le lavagne i banchi etc, non ha senso che pubblicizziamo una religione piuttosto che un'altra, a meno che non si dichiari espressamente che il nostro NON è uno stato laico.
ReplyDeleteOppure la si butta sul didattico e si mettono TANTI simboli.
@Alex: hai ragione, voglio solo far notare che la costituzione non e' stata scritta ieri... li avessero tolti all'epoca i crocifissi ok, ma toglierli dopo piu' di sessant'anni, io capisco possa sembrare strano a tanta gente...
ReplyDelete@Zion:direi di metterla sul didattico... pero' gli atei poi si incazzano! ;-)
la didattica deve insegnare che ci sono tante religioni, ma che non è detto che tu debba aderire a una di esse. Didatticamente, dovrebbe essere chiaro il diritto a non credere a niente!!!
ReplyDeletegao, ma sessant'anni fa il problema di levare i crocifissi proprio non si poneva, visto che l'italia era popolata quasi esclusivamente da italiani, per di più cattolici. Oggi il quadro sociale del paese è completamente diverso e non si puó non tenerne conto. Comunque, sin dal 1985, col cosiddetto Concordato targato Craxi, il cattolicesimo smetteva di essere religione di Stato e ci furono le prime intese coi culti diversi da quello cattolico. Nelle scuole si poteva chiedere l'esonero dall'ora di religione. Il dibattito sul crocifisso non cominciò forse giá nel 1985, ma poco dopo... Sta di fatto che sarebbe dovuto sparire dalle aule già da anni. Il fatto che oggi vivano in Italia molti musulmani o credenti di altre religioni accelera un processo che doveva essere giá terminato.
ReplyDeleteIl crocifisso (la cui esposizione nei luoghi pubblici non deriva dalla legge ma da una serie di regolamenti basati sui patti lateranensi stipulati da Mussolini in pieno fascio) avrebbe potuto essere tolto senza veri problemi solo dall'85...
ReplyDeleteMa evidentemente qualcuno scriveva una cosa con la destra ed un'altra con la sinistra...
---Alex