Thursday, September 23, 2010

autostima

Qual'e' la formula che spiega la relazione tra autostima e capacita' personali?

C'e' chi ne ha un sacco perche' e' molto intelligente e capace. E capisco.

C'e' chi, mistero della fede, ne ha tantissima nonostante valga pochino. E preferisco tralasciare.

E poi c'e' la massa di chi si trova nel mucchio delle persone mediamente capaci, con qualche area di eccellenza e altre in cui ci sarebbe da migliorarsi.

Io penso di far parte del truppone di mezzo, e mi piacerebbe avere almeno un livello di autostima medio, costante ed affidabile.
Ma per qualche strana alchimia psico-ormonal-ereditaria non sempre funziona cosi'.

Qualcuno ha suggerimenti per risollevarsi in questi casi? :-)


6 comments:

  1. Se trovi un suggerimento buono fammi un fischio.

    --- Alex

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  2. Bella domanda! A caldo mi verrebbe da dire che l'autostima è sempre e comunque una cosa positiva sia che le qualità siano poche o che siano tante. Anzi direi che l'autostima è quel qualcosa che ci fa dare il massimo di quello cha abbiamo dentro. Secondo me l'autostima non è legata nè all'intelligenza, nè alle capacità. Riguardo all'altra categoria di persone che "preferisci tralasciare", sempre secondo me, non si tratta di autostima, ma di arroganza o di insicurezza mascherata. Chi ostenta le proprie capacità in modo esagerato nasconde spesso grossi problemi.
    Però il bello è che si può lavorare su entrambi i fronti: quello delle proprie capacità (tecniche, profesionali, culturali, sociali ecc.) e in maniera indipendente sulla propria autostima. Concordo che questo è più difficile perchè non si impara sui libri, ma lavorando su se stessi con pazienza, attraverso la consapevolezza... mi fermo l'argomento mi piace troppo...

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  3. @Alex: e viveversa!
    @Vincenzo: si vede che l'argomento ti appassiona! Mi piace l'idea di lavorare sui due fronti... con pazienza e senza stressarsi se i risultati richiedono tempo...

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  4. gao, ora capisco il tuo commento sul mio post! io ho bassa autostima per una questione di fattori ambientali (ero e sono la più piccola di un tot di fratelli, sempre la "piccina", quella da salvaguardare, quella che rispetto agli altri è "più indietro" e ha "meno esperienza") e di personale insicurezza su quello che so e che posso fare. Sul lavoro invece mi sembra che se solo mi piacesse tanto quello che faccio potrei dare di più, molto di più. Invece siccome non sono una appassionata della mia materia, tutto mi diventa difficilissimo e i risultati, nonostante lo sforzo titanico per i miei nervi e il mio fisico, sono minori delle aspettative altrui.
    Probabilmente dovrei cambiare lavoro, ma non è una cosa che voglio o posso fare.

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  5. @Zion: e io che sono il primo che scusa ho??!! ;-) il tema del cambio di lavoro e' difficile... ma a volte la cosa piu' giusta da fare. Per se stessi. Io a volte penso che vorrei fare l'artigiano!! ;-))
    @Cat: hei, grazie di essere passata di qui! mi spiace per quella faccina all'ingiu'!

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