perche' i nostri giorni non sfuggano via senza memoria, perche' un attimo prima che spicchino il volo possiamo afferrarne un lembo, trattenerne il sorriso, catturarne il ricordo
Sunday, May 17, 2009
Coqui
Friday, May 15, 2009
piove piove la rana non si muove

Wednesday, May 13, 2009
Routine serale
Stasera tanto per cambiare (non in senso ironico) Ele e' uscita con le amiche.Monday, May 11, 2009
Falsi cliches?
Date un'occhiate a questa povera portiera.
Ebbene si' e' la nostra auto.
Purtroppo non quella aziendale, ma la nostra famigliare. Anzi per essere precisi di mia moglie.
Chi indovina cosa le e' successo vince una cena per 2, gentilmente offerta dal sottoscritto, a patto che venga invitato.
Dicevo, cosa ha potuto ridurre la portiera in uno stato cosi' pietoso?
Un elefante che si e' casualmente appoggiato per rilassarsi un attimino?
Acqua.
Un tamponamento laterale a bassa velocita' direte voi?
Acqua.
Un tentativo di furto con scasso?
Ma nemmeno lontanamente.
Un posteggio stretto maldestramente eseguito?
Acquerugiola.
L'autista ha fatto tutto da solo.
Ma la dinamica ancora non e' chiara del tutto.
E qui entra in gioco il cliche' piu' classico.
Che ha a che fare col garage.
In questo caso, per essere precisi, con l'uscita dal garage.
E' vero che il passaggio e' un po' stretto, pero' non cosi' tanto.
Insomma bisogna proprio prendere male le misure.
Fuochino.
Eccetto un piccolo particolare.
Il portellone posteriore era aperto.
E questo che c'entra direte? Non era la portiera che e' finita accartocciata?
La portiera, anche lei aperta, un po' meno.
Proprio cosi' signore e signori, il genio della guida, il Tazio redivivo e' uscito dal garage a tutta manetta, in retromarcia, colla una portiera posteriore spalancata.
E la cosa piu' bella e' stata la faccia dell'autista che cercava di capire costernato cosa fosse quel rumore aggiacciante di lamiere divelte.
Dopo aver analizzato con meticolosa attenzione il portellone aperto, tirava un sospiro di sollievo per l'evidente mancanza di danni visibili, per poi chiudere con nonchalance la famosa portiera e solo allora rendersi conto della tristissima realta'.
E ora la domanda che tutti aspettavate.
E chi era alla guida?
Vorrei poter dire che non sono maschilista, che sono tutti cliche', vorrei potermi scusare in anticipo con le amiche lettrici, vorrei nascondere il ghigno sarcastico che spunta inevitabile sotto i baffi.
Vorrei, ma non posso.
Perche' il genio di cui sopra e' il sottoscritto.
Swoosh, swoosh, swoosh.
Quello era il fruscio del misericordioso velo pietoso che veniva steso veloce veloce...e che nessuno si azzardi a fare commenti.

Sunday, May 10, 2009
La Tenerezza di un Dio Diverso
Avrei voluto ascoltare qualcuno che prendesse il messaggio di Cristo e lo facesse vibrare con la forza e la passione di chi ci crede senza perdere mai il senso della misura e senza mai prendersi troppo sul serio.
Avrei voluto ascoltare parole chiare sugli enormi errori della chiesa e un invito chiaro e limpido a pensare da ora innanzi con la propria testa.
Avrei voluto ascoltare parole forti contro l'egoismo che ci fa voltare la testa di fronte al dolore, alla fame, all'ingiustizia.
Avrei voluto ascoltare un invito a mettermi in gioco ogni giorno, nel mio piccolo, senza dover necessariamente entrare in convento, o fare l'eremita nel deserto, ma semplicemente portando nel cuore un sorriso, sul volto uno sguardo aperto, negli occhi una luce di speranza, nella mente un focolaio di ottimismo, sempre pronto ad attecchire ad ogni incontro e a gettare una luce nuova su ogni giorno della mia vita.
Beh, ci ho messo parecchio ma alla fine ho trovato quello che cercavo, in modo del tutto inaspettato, girovagando sulla sezione podcast della Feltrinelli.
Lui si chiama Gennaro Matino, sacerdote della diocesi di Napoli, che dal 2005 pubblica le sue omelie in formato podcast.
I podcast si possono scaricare da iTunes o dal sito della Feltrinelli. Per chi fosse incuriosito raccomanderei tra tante la numero 13.
Penso sia un messaggio interessante anche per chi non crede. Perlomeno io lo troverei interessante anche se non credessi.
GiGi a dieta... si fa per dire
Friday, May 8, 2009
quando piove qui non si scherza

Thursday, May 7, 2009
macchina nuova

Monday, May 4, 2009
Esami 4
Rubo qualche minuto all'azienda, anche se di certo non mi sento in colpa, visto che a questa multinazionale ho dedicato gli anni migliori della mia vita come si suol dire e un fantastilione di miliardi di straordinari mai pagati.
Mica mi sto lamentando, per carita' ! Anzi.
Innanzitutto gli straordinari non sono mai stati tali per contratto e ho sempre pensato che stessi investendo nella mia crescita professionale (anche se ogni tanto ho effettivamente esagerato con le ore in ufficio, ma quello era un altra vita, prima dell'arrivo delle piccole).
E peril resto, io in questi ultimi 13 anni (mamma mia... 13 anni...volati) mi sono sostanzialmente divertito a fare quello che faccio in giro per il mondo.
Tra l'altro mi sono reso conto di come il lavoro sia uno dei tanti modi in cui si puo' crescere come persone.
Per esempio io sono di natura un po' impulsivo e irruente, cosa che non passa inosservata in famiglia, ma tant'e' e' difficile cambiare e a volte in tutta sincerita', si fa anche un po' l'orecchio da mercante alle critiche ricevute dalla mogliettina.
Poi un bel giorno il mio capo mi ha informato che secondo lui la mia ambizione di diventare General Manager non era campata per aria, e che sarebbe stato disponibile a considerarla al momento opportuno, pero', pero', pero'... nel frattempo avrei dovuto lavorare su quel lato della mia personalita' che lui ha definito "abrasive" (si proprio come la carta abrasiva) che lui trova controproducente e che deve essere messa sotto controllo.
Accidenti, allora la mogliettina aveva proprio ragione!
Non vi dico la soddisfazione di Ele quando le ho raccontato la cosa.
Ci sono tanti altri casi e situazioni in cui, visto che a far bene sul lavoro ci tengo, ho dovuto fare i conti con la mia personalita', inclinazioni, modi di fare cercando di superarli, modificarli, o almeno metterli temporaneamente in sordina, in modo da poter essere efficace nell'interazione con i colleghi, capi, fornitori e clienti.
La morale della storia per me e' che se del lavoro non me ne fregasse nulla, se fossi gia' straricco e lo stipendio a fine mese fosse solo un simpatico optional, probabilmente non avrei la pazienza di ascoltare a fondo il punto di vista di chi mi sta di fronte, soprattutto quando sono convinto che abbia torto. Probabilmente non cercherei di convivere con persone difficili e cosi' facendo sviluppare la pazienza e una sana capacita' di relativizzare le situazioni irritanti.
Probabilmente da timidone qual sono non avrei cercato di vincere la mia inclinazione per poter cavarmela in presentazioni, cene e riunioni varie.
Probabilmente non avrei l'opportunita' di gestire un gruppo di persone di talento e ambizione godendo della carica di energia che si sprigiona da un gruppo affiatato che sa di poter far bene.
Probabilmente non avrei avuto lo stimolo di continuare ad imparare, a mettermi in gioco, a cercare di spingermi oltre quelli che percespisco essere i miei limiti.
Cavoli... ho totalmente deragliato.
Quello che volevo dire e' che il ginecologo non si e' dimostrato per nulla preoccupato.
Ha detto che la le strane macchie sono con tutta probabilita' legate al latte (la mogliettina ancora produce, non si sa bene per chi' ma la latteria e' ancora in funzione) mentre la ciste va controllata, e che lui non aspetterebbe un anno per farlo.
Come un anno! Certo che non aspettiamo un anno. Ci mancherebbe.
E cosi' un po' rasserenati, ma sinceramente non del tutto, aspettiamo che passi il latte e poi si fara' l'ulteriore esame.
Grazie a tutti i lettori che hanno lasciato un messaggio di sostegno nei giorni scorsi.
Mi ha aiutato.
Grazie.

