
Leggendo l'intelligente post di Valeria sull'episodio Berlusconi-Bindi, mi sono ritrovato a riflettere sul machismo imperante e dilagante in Italia, cosi' radicato nelle pieghe della nostra cultura che non riusciamo piu' nemmeno a notare certi percorsi mentali, certi automatismi (il)logici, secondo i quali (in ordine sparso): l'uomo ha sempre la priorita' quando si parla di carriera, ha superiori capacita' manageriali e di leadership, magari passa l'aspirapolvere ma non sia mai che stiri, ed ovviamente il Dongiovanni e' un figo, mentre l'equivalente al femminile dicesi troia.
A prescindere dalle parole di circostanza e dagli sforzi dei maschi piu' illuminati, sono convinto che alcuni pregiudizi ed atteggiamenti siano difficile da eradicare, perche' appunto, ormai invisibili ai piu'. Se le veline scosciate sono diventate la normalita' e il metro per giudicare le qualita' intrinseche delle donne, vuol dire che si e' raggiunto un punto di non ritorno.
Almeno da parte degli uomini.
Penso che tocchi alle donne cambiare la situazione.
Gli uomini non vogliono e nemmeno possono farlo. Non e' un abdicare alle nostre responsabilita', ma realismo. Teneteci sulle spine, sbugiardate le nostre ipocrisie, incazzatevi ad oltranza, finche' le cose non inizieranno a cambiare.
Qui negli USA il "politically correct" mi ha fatto parecchio sorridere all'inizio.
Negli ufficio c'e' quasi il terrore di dire qualche cosa di offensivo o discriminatorio ed essere "denunciati" all'ufficio del personale. Sui CV per esempio non c'e' mai ne' l'eta' del candidato ne' la sua foto, per evitare di influenzare la selezione con elementi che non siano strettamente legati alle capacita' professionali della persona. E non si possono nemmeno fare domande durante il colloquio tipo: sei sposato, quanti anni hai, hai bimbi piccoli, ecc. ecc.
Nonostante sia un sistema a volte troppo "integralista" ed estremamente formale e quindi non necessariamente sostanziale, mi rendo conto pero' che l'alternativa e' il sistema italiano, in cui tutto passa per goliardata e battuta di spirito. In cui poi alla fine ognuno fa il cazzo che gli pare e nessuno ha gli strumenti legali e di pressione sociale per far valere i propri diritti, per sanare torti subiti, per svergognare chi si comporta in modo incivile e sconsiderato.
Detto questo mi ci metto anche io nel mucchio. Anche io sono figlio di questa cultura pressapochista e un po' sbracata del Bel Paese, anche io ho sempre pensato che la Bindi non fosse una gran bellona, e sono quasi sicuro di avere sorriso a qualche battuta di comici che in passato hanno pensato bene di giocare sulle sue caratteristiche estetiche.
Pero' io da un po' di tempo a questa parte sono diventato papa' di due splendide bimbe.
Splendide perche' hanno illuminato la mia vita. Splendide perche' i loro occhi sorridono di innocenza e stupore. Splendide perche' per me sono un miracolo che si ripete ogni giorno.
E voglio per loro un mondo in cui possano avere le stesse opportunita' che ho avuto io.
Un mondo in cui non debbano passare un'adolescenza di merda perche' hanno le gambe grosse o le tette piccole. Un mondo in cui non debbano sorbirsi commenti sessisti da maschietti imbecilli.
Un mondo in cui essere donna non significhi iniziare la corsa con 100 metri di svantaggio.
Come fare ad aiutarle a crescere con una fiducia in se stesse che sia piu' forte dei pregiudizi?
Non sono sicuro. E non penso ci sia una risposta definitiva. Penso che ad ogni eta' si debbano trovare nuovi modi per relazionarsi ai figli, e che ogni figlio abbia comunque la propria personalita' che richiede un'interazione differente.
Ieri pomeriggio io e GiGi' stavamo giocando in piscina. Come spesso accade lei faceva la principessa e io il principe. Il drago era impersonato dal robottino che vaga per il fondo della piscina aspirando acqua e detriti vari. Il principe ovviamente deve salvare la principessa dal pericolo usando la spada (impersonata dal salsicciotto galleggiante).
Ad un certo punto ho detto alla principessa GiGi': "Senti, ora ti faccio un bel regalo, ecco qui una spada rosa shocking per te, cosi' intanto mi dai una mano a far fuori il drago, e poi un altro giorno ti difendi da sola se io non ci sono...".
Dovevate vedere che mazzate si e' preso il drago, dalla povera principessa indifesa!
A prescindere dalle parole di circostanza e dagli sforzi dei maschi piu' illuminati, sono convinto che alcuni pregiudizi ed atteggiamenti siano difficile da eradicare, perche' appunto, ormai invisibili ai piu'. Se le veline scosciate sono diventate la normalita' e il metro per giudicare le qualita' intrinseche delle donne, vuol dire che si e' raggiunto un punto di non ritorno.
Almeno da parte degli uomini.
Penso che tocchi alle donne cambiare la situazione.
Gli uomini non vogliono e nemmeno possono farlo. Non e' un abdicare alle nostre responsabilita', ma realismo. Teneteci sulle spine, sbugiardate le nostre ipocrisie, incazzatevi ad oltranza, finche' le cose non inizieranno a cambiare.
Qui negli USA il "politically correct" mi ha fatto parecchio sorridere all'inizio.
Negli ufficio c'e' quasi il terrore di dire qualche cosa di offensivo o discriminatorio ed essere "denunciati" all'ufficio del personale. Sui CV per esempio non c'e' mai ne' l'eta' del candidato ne' la sua foto, per evitare di influenzare la selezione con elementi che non siano strettamente legati alle capacita' professionali della persona. E non si possono nemmeno fare domande durante il colloquio tipo: sei sposato, quanti anni hai, hai bimbi piccoli, ecc. ecc.
Nonostante sia un sistema a volte troppo "integralista" ed estremamente formale e quindi non necessariamente sostanziale, mi rendo conto pero' che l'alternativa e' il sistema italiano, in cui tutto passa per goliardata e battuta di spirito. In cui poi alla fine ognuno fa il cazzo che gli pare e nessuno ha gli strumenti legali e di pressione sociale per far valere i propri diritti, per sanare torti subiti, per svergognare chi si comporta in modo incivile e sconsiderato.
Detto questo mi ci metto anche io nel mucchio. Anche io sono figlio di questa cultura pressapochista e un po' sbracata del Bel Paese, anche io ho sempre pensato che la Bindi non fosse una gran bellona, e sono quasi sicuro di avere sorriso a qualche battuta di comici che in passato hanno pensato bene di giocare sulle sue caratteristiche estetiche.
Pero' io da un po' di tempo a questa parte sono diventato papa' di due splendide bimbe.
Splendide perche' hanno illuminato la mia vita. Splendide perche' i loro occhi sorridono di innocenza e stupore. Splendide perche' per me sono un miracolo che si ripete ogni giorno.
E voglio per loro un mondo in cui possano avere le stesse opportunita' che ho avuto io.
Un mondo in cui non debbano passare un'adolescenza di merda perche' hanno le gambe grosse o le tette piccole. Un mondo in cui non debbano sorbirsi commenti sessisti da maschietti imbecilli.
Un mondo in cui essere donna non significhi iniziare la corsa con 100 metri di svantaggio.
Come fare ad aiutarle a crescere con una fiducia in se stesse che sia piu' forte dei pregiudizi?
Non sono sicuro. E non penso ci sia una risposta definitiva. Penso che ad ogni eta' si debbano trovare nuovi modi per relazionarsi ai figli, e che ogni figlio abbia comunque la propria personalita' che richiede un'interazione differente.
Ieri pomeriggio io e GiGi' stavamo giocando in piscina. Come spesso accade lei faceva la principessa e io il principe. Il drago era impersonato dal robottino che vaga per il fondo della piscina aspirando acqua e detriti vari. Il principe ovviamente deve salvare la principessa dal pericolo usando la spada (impersonata dal salsicciotto galleggiante).
Ad un certo punto ho detto alla principessa GiGi': "Senti, ora ti faccio un bel regalo, ecco qui una spada rosa shocking per te, cosi' intanto mi dai una mano a far fuori il drago, e poi un altro giorno ti difendi da sola se io non ci sono...".
Dovevate vedere che mazzate si e' preso il drago, dalla povera principessa indifesa!
Caro Gabriele, leggere questo tuo post, soprattutto la chiusura con la principessa che armata di intrepido coraggio difende il suo principe dal drago cattivo, mi convince sempre più di quanto sia importante per me dedicarmi al progetto delle "queer fairy tales" e, se non hai nulla in contrario, vorrei conservare il post, per citarlo nell'exposé che devo consegnare in università... che ne dici?
ReplyDeleteSai, tra l'altro, che l'idea di questo progetto nasce proprio da un sms che mi hai mandato tu l'anno scorso?
Ah, se tutti i genitori ragionassero come te... troppo bello per essere vero.
Un abbraccio
@Giulio: sono curioso di saperne di piu' su questo progetto. Nel frattempo se puo' essert utile utilizza pure il post!
ReplyDeleteAvevo anche scritto quest'altro sull'argomento (http://gao-nullapercaso.blogspot.com/2008/12/roba-da-matti.html). A presto!
Sono convinta che ci saranno maschietti imbecilli sino a quando ci saranno mamme (per cui) donne imbecilli, ho parecchie amiche con figli adolescenti maschi e femmine e purtroppo ce ne sono ancora molte a cui sento dire cose del tipo "Alice porta da bere a tuo fratello".. ora.. se il fratello in questione non ha entrambe le mani ingessate.. a senso questa cosa!!??!! quando ho provato ad intervenire mi sono sentita dire "ma lui è un uomo" da qui si capisce che la strada sarà ancora lunga e tortuosa, mi auguro vivamente che la piccola Gigì tenga la sua spada rosa sguainata il più a lungo possibile, ma che debba usarla molto poco!!!!
ReplyDeleteCiao
Eliana
bellissimo post!
ReplyDeletesono d'accordo con te, deve partire dalle nonne.
e anche io lo trovavo un po' ridicolo il politically correct, ma intanto qui le donne partono da presupposti differenti e hanno avanti prospettive differenti. D'altronde nel linguaggio c'e' una cultura....
Credo tu abbia pienamente ragione.
ReplyDelete---Alex
che deficiente che sono!!!
ReplyDeleteho scritto Nonne invece di Donne.
e ho pure bruciato la zuppa di lenticchie e tutta da buttare.
uffa.
@Eliana: grazie per la visita e ilmessaggio! Effettivamente per tante donne il condizionamento culturale e' altrettanto forte... :-(
ReplyDelete@CT: lo sapevo che tornavi a correggere!! eh,eh, eh... anche se era troppo bello cominciare dalle nonne...mi spiace per la zuppa. Chiamala coincidenza, ma mentre le facevo legere il post Ele ha bruciato la pizza! :-)
@Alex: amen! ;-)
ReplyDeletela migliore conclusione possibile. bravo gao!!!
ReplyDeleteHai ragione al 100000%.
ReplyDeleteE la responsabilita' e' mia,tua e di tutti i genitori...
Sia con figli maschi, cui si deve insegnare il rispetto delle donne indipendentemente dal loro aspetto/posizione sociale/misura di reggipetto e con le femmine, cui e' necessario inculcare il proprio valore e la propria dignita', indipendentemente dall'aspetto/posizione sociale/misura di reggipetto.
@Zion: hai postato niente sull'argomento?
ReplyDelete@Moky: non ci pensavo, ma tu hai un figlio... anche quella e' una nella sfida, visto i condizionamenti esterni...
Che bello leggere questo post, giusto l'anno scorso provavo a spiegare questo genere di cose ai miei colleghi maschi, fieri padri di belle bambine, ma tutto quello che ho ottenuto è che mi prendessero in giro e mi etichetassero come "femminista".
ReplyDeletePerché ormai è un insulto.
La prossima volta, con la spada rosa prova a farti salvare da lei e fate a turno! ;-)
PS: In Italia essere donna e lavorare in un campo solo maschile spesso è drammatico.
Facce stupite quando il tuo lavoro è buono (migliore), terribili domande da colloquio di lavoro (sei sposata, pensi di fare figli, ecc.), colleghi e capi che ci provano e reagiscono male ai no.
Alla fine le uniche donne a cui "concedono" la carriera solo quelle che riescono a condierare (e chiamare) "quasi uomini" ovvero brutte, sgraziate e aggressive.
@Emma: povera Emma... mi spiace per la tua carriera.... anche se magari, con tanto tanto forzo, potresti cominciare a fare la stronzissima cosi' da bilanciare il resto. Perche' la plastica abbruttente sembra un po' da fessi. ;-)
ReplyDeleteAh ah ah, no, anzi per confutare questo luogo comune mi presento in ufficio con tacchi alti e abbigliamento ultrafemminile! ;-)
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