Monday, November 3, 2008

Sexual Harassment

C'e' un tema di cui volevo parlare da un po'. Il Sexual Harassment in ufficio.
Ora non immaginatevi chissa che cosa.
Qui negli States (Puerto Rico e' stato colonizzato mica male!) si rischia di essere
'denunciati" all'Human Resources department per cose che in Italia davvero non sarebbero considerate nemmeno peccati veniali.
Insomma per andare nei casini non e' che uno debba arrivare a dare una pacca sul culo alla collega o fare un complimento alla tassinaro de' borgata.
No no. Basta molto meno.

Per esempio, un mio collega indossava occasionalmente dei gemelli di non so piu' quale stilista, raffiguranti una ragazza discinta.
Dico, non e' che avesse Cicciolina a gambe larghe stampata a colori fosforescenti sulla camicia o scritto "enjoy" sulla patta dei pantaloni!
No, solo un elegante profilo tratteggiato lievemente sullo sfondo bianco dei gemelli. Si parla di un centimetro quadrato che devi pure sforzarti le diottrie per scorgere di che si tratta.
Ma tant'e' qualche collega si e' scandalizzata e puntualmente rivolta all'ufficio HR.


Poi pero' le succitate colleghe, arrivano vestite con delle scollature che il gran canyon e' un solco d'aratro al confronto, con delle profondita' che ti chiedi se ci battera' mai il sole, mentre non sai piu' da che parte voltarti per non correre il rischio di sembrare interessato.
Eh si! Perche' prima ti si presentano vestite da Molin Rouge e poi si lamentano se noi maschietti diamo l'impressione di apprezzare l'impatto visivo. E - detto per inciso - qui va di moda il "ritocco alla carrozzeria", per cui le forme tendono a strabordare ancora di piu' di quanto madre natura avesse previsto.

Oppure - giuro 3 minuti fa e' successo - si mettono quei pantaloni a vita bassa che appena si chinano, et voila'!... cosi' possiamo poi discutere a ragion veduta del migliore abbinamento in materia di biancheria intima, magari disquisire sul segno dell'abbronzatura, e financo delle capacita' tecniche della loro estetista di fiducia.

Eccheccazzo! Quando ce vo' ce vo' !




Abbiamo ospiti


Siamo molto contenti perche' ieri e' arrivato G. da Berlino.
G. e' un carissimo amico di mia moglie dai tempi del liceo, nonche' testimone di nozze, nonche' padrino di Ginevra, nonche' una persona dalla sensibilita' davvero speciale - mica per niente e' gay - e ospite dai modi cosi' raffinati che nemmeno dopo 3 mesi puzza.
Infatti ci ha visitato in tutti i posti dove abbiamo vissuto: Amsterdam, Beirut, Rio de Janeiro, lasciando sempre un bellissimo ricordo ed un mirabile esempio per tutti gli ospiti di ieri oggi e domani.
Praticamente fa parte della famiglia, in modo semplice e spontaneo.
Insomma siamo tutti molto contenti, bimbe incluse.
........
Ieri mi sono letto d'un fiato il blog di Mamma Pelloni. Che ridere.
Una mamma stressatissima, alle prese col primo figlio che non ne vuole sapere di dormire la notte, e che si salva dalla classica crisi di nervi grazie ad uno spiccato senso dell'umorismo.
Praticamente una Drolla con pargolo!

Saturday, November 1, 2008

Non capisco

Scrivevo quasi un mese fa:

Vivo all'estero da 8 anni. Faccio veramente schifo a mantenere rapporti a distanza. 
Se non fosse per mia moglie  che ogni tanto manda mail a destra e a manca, avremmo perso completamente i contatti con gli amici comuni.
I miei amici personali pero' sono affari miei naturalmente. 
Ho pensato allora di far sapere a qualche amico lontano dell'apertura del blog. 
Non e' che l'abbia detto a 100 persone. Giusto qualcuno, quelli che sento piu' vicini, quelli che nonostante la distanza e i silenzi di mesi, faranno sempre parte di me. 
Forse cosi' riusciro' a riallacciare qualche filo allentato, a  scambiare qualche sorriso virtuale, qualche abbraccio telematico, in attesa di rivederci di nuovo. Spero funzioni!

A 4 persone ho detto del blog. 
Una l'ha visitato una volta, gli altri neanche quello.
Com'e' che dei perfetti sconosciuti come Zion, Ali, Valeria, hanno voglia ogni tanto di curiosare nel blog, dare una sbirciatina alla mia vita e la gentilezza di lasciare un saluto o un commento? 
Mentre i miei amici di un tempo, quelli con qui ho condiviso tutto, ma proprio tutto, non lo visitano nemmeno una volta?
Non gli sara' arrivata la mail? Non saranno interessati? Se ne saranno dimenticati? Saranno superoccupati? 
Mah... Non sono deluso. E' solo che non capisco. 

Friday, October 31, 2008

That's why I love her



Perche' stasera mi ha fatto riscoprire le canzoni di Fabio Concato che ascoltavo quando ci eravamo conosciuti quasi 10 anni fa.
Quelle che ascoltavo nel mio monolocale di Milano, quando pensavo a lei e a quanto avrei voluto averla vicino.
E ora che ho la fortuna di averla al mio fianco non voglio nemmeno per un attimo dimenticare che questo e' un sogno divenuto realta'.

Thursday, October 30, 2008

Non me ne frega niente

Si puo' dire? E' permesso?
A me di Halloween non me ne frega niente.
Io sono di una generazione che le zucche bucate le vedeva solo
occasionalmente nei telefilm americani.
Io vorrei proprio sapere chi ha importato questa festa in Italia, e perche'. 
Adesso che ci penso pero' la mia ditta e' tra i responsabili, con i vari halloween parties promozionali.
Qui pero' gioco fuori casa. La tradizione e' forte. Domani in ufficio
saremo tutti in maschera. O almeno quasi tutti.
Nonostante tutto qualcuno che non crede ad Halloween c'e' anche qui per fortuna. Qualche ateo convinto che si rifiuta di professare questi strani riti pagani.
Io devo dire la verita' quest'anno cedero'. Almeno un poco.
Il mio reparto (finance) ha raggiunto una soluzione di compromesso.
Ci vestiremo da "contabili sfigati", "nerd accountants" insomma. Con il travestimento che paradossalmente non andra' tanto lontano dagli stereotipi sui rappresentanti tipici della nostra disciplina.
E' cosi' ho pronti ai piedi del letto, camicia bianca, pantaloni neri troppo corti, calzini bianchi di spugna, una cravatta viola che non so come mai non ho ancora buttato, un barattolo di gel per farmi una bella capigliatura con riga di lato stile leccata di mucca.
Vabbe' dai. Lo so che mi divertiro'.
Ma tant'e' ci tengo a dirlo.
A me di halloween non me ne frega niente.

Wednesday, October 29, 2008

La morale e' sempre quella

Forse ristrutturano la nostra regione e la mia posizione sparira'.
Settimana scorsa la cosa mi ha fatto un po' pensare al mio futuro
lavorativo, ma ho deciso di non preoccuparmi. Non ne vale la pena.
Oggi il mio capo mi confida che ha parlato con la casa madre e mi ha
indicato - in caso di chiusura della sede attuale - come candidato per una
posizione di General Manager (al momento sono Finance Manager). 
Cosi' da un evento negativo, potra' nascere uno sviluppo interessante per la mia
carriera. O forse no. Vedremo.
Morale della storia: non vale la pena preoccuparsi per il futuro. O lo puoi
influenzare, allora fallo. O non puoi influenzarlo, allora accettalo. E
magari cio' che ti fa paura si rivelera' una benedizione.
.......
Stamattina ho passato un paio di ore alterato.
La mia societa' sta cambiando il sistema di reporting (ottima cosa) e ne
approfitta per ottimizzare la richiesta dati cosicche' non si debba mandare
a diversi reparti della casa madre la stessa informazione (perfetto) e
aumentare al contempo il livello di dettaglio richiesto (perche' no?).
Il tutto deve essere pronto per il primo gennaio 2009.
Ma dico? Ecche' ho la bacchetta magica io? E perche' non la settimana
prossima?
Insomma, gli obiettivi li condivido appieno, ma abbiamo bisogno di qualche
mese per prepararci.
Cosi' dopo aver schiumato un paio di ore ho preso il telefono e ho chiamato
il capo progetto (italiano anche lui, e che conosco bene) per esporgli le
mie difficolta'.
Mi risponde: "Non preoccuparti. Non lo dico in giro se no il progetto va a
ramengo, ma i requisiti che hai visto sono soprattutto per i paesi europei
(piu' grandi, di gran lunga, e meglio organizzati). Basta che ci fai sapere
quando pensi di poter essere pronto nella la tua regione e ci mettiamo
d'accordo".
Morale della storia: incazzatura da parte mia completamente sprecata. 
................
Sera. In macchina. Sto rientrando a casa. Ascolto la radio.
"Donna tenuta in vita artificialmente per poter portare a termine
operazione. Bimbo di 6 mesi rimosso dalla donna colpita mortalmente da
proiettile vagante nella sua abitazione".
Assurdo. O forse no, ma non chiedetemi di trovare un senso a quello che
ascolto.
Voglio solo tornare a casa ad abbracciare le mie bimbe ed Eleonora, grato
di aver ricevuto un altro giorno.
Morale della storia: davvero non vale la pena preoccuparsi.

Prove di convivenza

Stasera, dopo averne parlato per un paio di giorni con l'interessata e aver ottenuto il suo consenso, abbiamo messo Livia (8 mesi) in camera con Ginevra (3 anni).

Quando la grande se ne e' accorta e' scoppiata a piangere. Tutto ad un tratto non era piu' d'accordo.

Il mio istinto e' stato quello di dire: "Senti la spostiamo domani, ok?".

La mogliettina saggia ha invece estratto dal cappello a cilindro un regalo
per Ginevra dicendo che le arrivava dalla sorellina. 
Un grazie per averla accolta in camera sua.

Ha funzionato. Per ora.
Vedremo come va stanotte!

Tuesday, October 28, 2008

Play and Help


I have something to keep you busy while you're waiting for planes or are fooling around with your laptop. 

The website is: www.freerice.com

The idea is to donate rice to the poor by answering question on various
subjects. 
It's sponsored by the by the UN and several large corporations.
It's a good way for you to improve, for example, your vocabulary in English
while filling someone's rice bowl, in this case, literally. 
Keep in mind that while every correct answer is worth 20 kernels of rice one needs to get a total of between 2,000-3,000 to actually be of help to anyone. 

Try it once and I'm sure you'll get hooked!

Monday, October 27, 2008

That's why I love her


Stasera sono andato all'iMac di casa e ho visto che Ele aveva aperta la pagina di wikipedia su Mohammed Yunus (il pioniere del microcredito, premio nobel per la pace 2006).
Mi sono stupito e le ho chiesto come mai.
Per sbaglio un podcast di Yunus che avevo scaricato settimane fa era finito sull'iPod di Ele.
E lei, pensando fosse un musicista etnico si e' messa ad ascoltare il discorso dato all'accettazione del nobel.
Proprio lei che e' laureata in lettere e diplomata in oboe, che quando le parlo di cifre sopra i 500.000 euro non ha idea di quanti zeri si stia parlando, che pensava la microeconomia fosse la stessa cosa che il microcredito.
Beh, proprio lei, ne e' rimasta entusiasta.
Me ne ha parlato con la luce negli occhi.
La stessa che ho io.
Grande la mia mogliettina!

Surprise!



Questa mattina Livia ha voluto farmi una sorpresa.
Si e' svegliata alle 5:20 e non ha piu' voluto riaddormentarsi.
Per evitare di svegliare il resto della famiglia, me la sono presa in braccio e ho scostato la tenda per far entrare un po' di luce, cosi che potesse giocare un po'.
Ho guardato fuori e ho visto che albeggiava, il cielo era di un bellissimo colore rosa-arancio, e due uccellini giocavano a rincorrersi tra le palme del giardino.
Bello.
Non avevo mai visto l'alba a Puerto Rico. Grazie Livia.
Pero', giusto a scanso di equivoci, un'alba basta e avanza.
Chiaro piccola? Alle 5:20 d'ora in poi si dorme!